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6 Aprile 2016

Ddl Ente rifiuti e risorse idriche, sì dell’Aula

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (con 14 voti favorevoli di Pd, Cd, Pp, Ri, Pdl-Fi e Psi; 2 voti contrari di M5s; 2 astensioni di Gm) un disegno di legge che istituisce l’Ente di governo per i rifiuti e le risorse idriche della Basilicata (Egrib).  Svolgerà funzioni di coordinamento, alta vigilanza, programmazione e indirizzo in materia di risorse idriche e rileverà i compiti svolti dall’ex Aato idrico in materia di servizio idrico integrato e quelli svolti dall’ex Aato rifiuti in materia di gestione integrata dei rifiuti.
Organi del nuovo ente l’Assemblea (composta dai sindaci, dai presidenti delle Province e dal presidente della Regione) e il suo presidente, l’amministratore unico e il revisore unico. L’Egrib è articolato in dipartimenti, con separazione dell’attività di programmazione e realizzazione degli investimenti da quelle relative alla gestione dei servizi allo stesso ente affidati, secondo il principio dell’autonomia nella gestione delle risorse.
L’Assemblea ha, poi, approvato a maggioranza (con 16 voti favorevoli di Pd, Cd, Pp, Ri, Udc, Pdl-Fi, Psi e del consigliere Pace del Gruppo misto; 3 astensioni di M5s e del consigliere Romaniello del Gruppo misto) un ordine del giorno collegato, proposto da Cifarelli e Mollica, che impegna la Giunta regionale, in attesa della riorganizzazione degli enti idrici e dell’Eipli in particolare, a procedere alla convocazione dell’assemblea della società Acqua spa per la nomina di un amministratore unico “da reclutarsi verosimilmente tra il personale dirigente regionale onde addivenire all’azzeramento degli emolumenti connessi alla carica”, e di proporre una modifica statutaria per portare da cinque a tre componenti del Collegio sindacale. L’odg impegna inoltre la Giunta “a favorire intese fra Acqua spa e Consorzio di bonifica, società in house della Regione Basilicata, Enti regionali, nonché con la Regione stessa per avviare percorsi di collaborazione sinergica per la realizzazione delle rispettive finalità statutarie”.
Sempre a maggioranza (con 16 voti favorevoli di Pd, Cd, Pp, Ri, Udc, Pdl-Fi, Gm e Psi; un’astensione di M5s) è stato approvato un altro ordine del giorno collegato, proposto da Napoli (Pdl-Fi), che impegna il Presidente e la Giunta regionale “ad operare, nell’ambito della ristrutturazione della governance del ciclo dell’acqua che sottende all’istituzione dell’Egrib, una netta distinzione tra le funzioni di programmazione e realizzazione degli investimenti necessari all’ammodernamento delle infrastrutture idriche e le funzioni di gestione ordinaria del servizio idrico e, per l’effetto, disporre la separazione tra le risorse destinate a spese correnti e quelle per investimenti”.
Con il documento, inoltre, si chiede l’impegno “a programmare investimenti relativi all’ammodernamento delle infrastrutture del sistema idrico regionale (opere deputate alla captazione e all’accumulo dell’acqua e alla distribuzione della stessa) per restituire efficienza all’intero ciclo dell’acqua, valorizzare le risorse idriche regionali, garantire la salubrità dell’acqua erogata ed abbassare il costo del servizio a carico dei cittadini; a predisporre un piano industriale comprendente l’intero ciclo del sistema idrico integrato, finalizzato all’efficientemente gestionale e alla riduzione delle tariffe a carico dei cittadini; a sopprimere o riformare gli attuali soggetti che, a diverso titolo hanno competenze nell’attuale gestione della risorsa idrica e, per effetto della suddetta ristrutturazione, incompatibili con la nuova governance del sistema”.
Richiesto, altresì, l’impegno “ad introdurre nell’Accordo di Programma, che a breve verrà rinnovato con la regione Puglia, criteri contrattuali di natura privatistica volti al ripristino dell’obbligo reciproco delle prestazioni, con particolare riguardo alla quantità di risorse idriche erogate, al prezzo e alle modalità di pagamento delle stesse; a destinare, laddove possibile, parte delle risorse rinvenienti dalla gestione virtuosa del ciclo dell’acqua e dalle tariffe pagate dai cittadini come corrispettivo per la fornitura di acqua, per finanziare studi e ricerche dirette ad esaminare i possibili impatti ambientali derivanti dall’attività di captazione ed accumulo delle acque; a sostenere investimenti diretti a favorire una maggiore efficienza energetica degli impianti di sollevamento e di pompaggio, al fine di ridurre i costi energetici degli stessi, garantirne una maggiore sostenibilità ambientale e mitigare gli effetti negativi della conformazione orografica della nostra regione”.

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